La Pagina del Dirigente Scolastico











Testo dell’intervento tenuto dal Dirigente Scolastico nel corso della seduta di CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO SULLE POLITICHE EDUCATIVE ALLA LUCE DEI CAMBIAMENTI DERIVANTI DAL DECRETO DI RIFORMA DELLA SCUOLA, che ha avuto luogo a Porcari il 1° dicembre 2008.

Per rispondere ai valori, alle culture, alle aspettative dei bambini della Scuola dell’Infanzia, dei ragazzi della Scuola Primaria, dei preadolescenti della Scuola Secondaria di 1° grado.

“Ringrazio il presidente del Consiglio Comunale per avermi invitato a questa seduta consiliare; saluto il sindaco, l’assessore alla P.I. Del Prete, l’assessore alle politiche sociali, Rimanti, con i quali mi trovo quasi quotidianamente a collaborare, gli altri assessori e tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, in particolare Amelia Baldi che, come noto, mi sono scelta come la più stretta collaboratrice.

Un saluto anche al collega del superiore, Lippi, ai presidenti dei 2 Consigli d’Istituto (ICSP e ISI-Piana di Lucca), al coordinatore del Comitato dei Genitori, al pubblico, nel quale vedo molti volti noti di operatori scolastici e di genitori che partecipano con grande impegno e passione alla vita della scuola porcarese.

Non porto la linea “politica” dell’Istituto, attribuzione di cui per legge è titolare e depositario il Consiglio d’Istituto, organo elettivo, in cui sono rappresentate tutte le componenti della scuola (docenti, ata, genitori), che è organo politico e di controllo della Istituzione Scolastica; il dirigente, ricordo, è organo monocratico con solo potere di gestione con annessa responsabilità dei risultati.

Intervengo semplicemente come addetto ai lavori, come esperto di problematiche scolastiche, come persona che occupa un ruolo strategico, un punto di osservazione favorevole delle questioni scolastiche porcaresi, quello che gli esperti chiamano l’effetto elicottero.

Farò alcune brevi osservazioni, spero chiare, riferite essenzialmente alla vicenda scolastica locale, e lo farò in modo pragmatico, asettico, “laico”, non condizionato da appartenenze politiche, sindacali o altro, che naturalmente ho ed ho espresso nelle sedi opportune:
intendo riferirmi solo ed esclusivamente alle carte, ai documenti, ai testi approvati; in genere, e specie in questa occasione, sono poco incline, oserei dire meglio “allergico”, a prendere per buono quanto semplicisticamente si afferma nelle interviste e nelle dichiarazioni dei politici, nei dibattiti e nei salotti televisivi (poi puntualmente smentiti all’indomani), nei titoli dei giornali, negli slogan delle piazze.

1.NO RIFORMA

Le carte ci dicono che non siamo di fronte ad una riforma organica della scuola (tipo quelle che hanno provato a fare in passato prima il ministro Berlinguer, poi la ministra Moratti,) ma semplicemente ad una serie di provvedimenti di natura economico-finanziaria, che scaturiscono dalla Legge 6 agosto 2008 n°133, titolata DISPOSIZIONI URGENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO, LA SEMPLIFICAZIONE, LA COMPETITIVITA’, LA STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA E LA PEREQUAZIONE TRIBUTARIA ed in particolare dall’art.64 titolato esplicitamente CONTENIMENTO DELLA SPESA PER IL PUBBLICO IMPIEGO.

La matrice dei provvedimenti sulla scuola sta nell’alveo della finanza, non in quello della pedagogia.

Chi parla di RIFORMA GELMINI, sia per sostenerla che per contestarla, è in errore.

Ciò non vuol dire comunque che non stia per investire la nostra scuola un qualcosa di importante: per alcuni un terremoto distruttivo, per altri una scossa salutare.

2.NON CERTEZZA

Allo stato dell’arte non siamo in presenza di dati acquisiti, definitivi; la situazione è in forte evoluzione: infatti se la Legge 169 ed il Piano Programmatico Gelmini enunciano alcuni elementi di massima, anche preoccupanti, tali documenti mancano dei necessari conseguenti decreti attuativi e delle Circolari applicative.

Alcuni passaggi sono ambigui, incerti, poco chiari: se interpretati in un modo sono apocalittici, in un altro rassicuranti!

Solo quando si disporrà di un quadro certo, si potranno fare gli opportuni ragionamenti e, localmente, prendere i necessari provvedimenti.

L’esperienza pregressa insegna che, secondo un costume tutto italiano, dopo enunciazioni teoriche che si presentano solenni, rigide, assolute, definitive, seguono comportamenti e provvedimenti oggetto di revisione, negoziati, diluiti, ammorbiditi.

La vicenda dell’annullato commissariamento delle Regioni inadempienti agli obblighi di dimensionamento della rete scolastica entro il mese di novembre docet!

Non so se sia stata la reazione negativa autunnale di larga parte del Paese, dopo un’estate dormiente, a sortire l’effetto di un primo ripensamento e di una ricalibratura dei provvedimenti pensati in estate dalla compagine governativa.

Se leggiamo il parere obbligatorio, ma non vincolante per il governo, espresso lo scorso giovedì, 27 novembre dalla VII Commissione della Camera, presieduto dall’on. Valentina Aprea (AN), cogliamo ben 21 correzioni proposte allo schema del Piano Programmatico Gelmini, alcune addirittura suggerite dall’opposizione,
(mantenimento delle 40 ore della Scuola dell’Infanzia con 2 insegnanti per sezione;
nella elementare maestro unico a 24 ore solo se richiesto dalle famiglie,
tempo scuola di 24, 27, 30 o 40 ore in base alle richieste delle famiglie,
due docenti per classe nel tempo pieno;
nella scuola media mantenimento del tempo prolungato secondo il modello in uso);
di esse ben 8 presuppongono variazioni ai tagli che il ministro Tremonti ha inserito in Finanziaria a carico della Scuola, con tanti saluti agli equilibri di bilancio!

E poi pare che le operazioni di iscrizione per l’a.s. 2009/10 debbano essere spostate in avanti nel tempo rispetto al consueto mese di gennaio!

Nel frattempo non si sa come valutare gli alunni per la chiusura di questo 1° quadrimestre per una vacatio legis: le norme in uso sono state abrogate, la reintroduzione del voto non ancora normata.

Quindi torno a ribadire, come fanno tutti gli osservatori di cose scolastiche, che pare prematuro disegnare scenari scolastici futuri che abbiano carattere di definitezza; ciò tuttavia non ci esime dal doverci ragionare sopra e fare delle ipotesi di soluzione e di intervento per non farci trovare impreparati.

3.A PORCARI

Gli interventi che il Governo ed il Parlamento si accingono a prendere colgono la SCUOLA PORCARESE in una fase molto delicata: essa è infatti impegnata nell’ultimare quel percorso di costruzione dell’Istituto Comprensivo avviato dal 1° settembre 2006, per gli effetti della aggregazione in un unico soggetto scolastico della cessata DDPM e della Scuola Media Pea staccata dalla precedente appartenenza.

Un cammino per alcuni versi entusiasmante, ricco di prospettive e di opportunità,
per altri non privo di insidie, di difficoltà, di incertezze, di rallentamenti,
ma che comunque tutti gli attori (addetti ai lavori, genitori e loro rappresentanti, Comune, territorio) stanno percorrendo con impegno, con disponibilità, bene interpretando il proprio ruolo: ognuno per la propria parte si è caricato del fardello che ogni cambiamento reca seco e ha remato nella medesima comune direzione.

Dopo un avvio studiosamente lento, soft, il processo è andato progressivamente accelerando ed oggi, nel pieno della III^ annualità, si cominciano a cogliere i primi frutti maturi, si intravede l’identità della nuova SCUOLA PORCARESE, disegnata ad un tempo sulle buone pratiche del passato e sulla scommessa della innovazione e della sperimentazione; il Collegio dei Docenti è chiamato il prossimo giovedì (4 dicembre) a varare un Piano dell’Offerta Formativa scritto su basi nuove, mirato e calibrato sui reali/ nuovi bisogni formativi dei ragazzi porcaresi dai 24 mesi ai 14 anni di età, un P.O.F. fortemente orientato sulla continuità verticale tra vari ordini di scuola, dai tratti della essenzialità, della snellezza, dell’equilibrio tra qualità e quantità, tra insegnamento di base ed arricchimento dell’offerta formativa, della sostenibilità con le risorse umane, strumentali, finanziarie a disposizione.

4.EFFETTO RALLENTAMENTO

Gli interventi Tremonti-Gelmini potrebbero complicare un po’ le cose per la nostra SCUOLA PORCARESE; quantomeno sono destinati ad interferire, non so quanto pesantemente, sugli assetti organizzativi e sui pacchetti formativi che si stanno predisponendo; essi rappresentano una variabile imprevista, un incidente di percorso, che in ogni modo rallenterà i lavori del cantiere per la costruzione del Piano dell’Offerta Formativa dell’ICSP., come detto in piena fase di lavori in corso.

Si tratta infatti di dover ripensare ex-novo, di rimettere in discussione alcune questioni (tipo il superamento della pluralità della figura docente nella Scuola Primaria, la reintroduzione dei voti decimali, nuovi ordinamenti, ennesima revisione delle Indicazioni per il curricolo, …) che sembravano terreni ormai già arati, seminati, pronti a dare i primi raccolti e che invece dovranno essere rimossi e ritrattati da capo.

Per altro verso è vero che deve fare i conti con una popolazione scolastica in costante aumento, che soffre di una cronica mancanza di spazi, che deve reggere l’urto di un consistente inserimento di alunni stranieri, tacendo degli altri problemi piccoli e grandi.

Ma c’è da essere fiduciosi, perchè la Scuola porcarese ha i numeri per vincere la scommessa di ripensarsi: è solida, sana, conta su un buon corpo docente, su uno zoccolo duro di genitori che l’ha a cuore e vi profonde a piene mani energie, idee, soldi, su un’Amministrazione Comunale presente ed attenta, su di un territorio che la sente propria.

5.”TANTO TUONO’, CHE PIOVVE!”

Ho affermato poc’anzi che comincia a delinearsi qualche piccola crepa nel muro di rigore preannunciato da Tremonti e si ventila da qualche parte che i tagli possano essere meno duri, o quantomeno più diluiti, rispetto a quanto sembrava settimane addietro.

Al di là di ogni speranza, comunque è certo che tagli ci saranno. Non è dato di sapere quando e di quale entità, ma è sicuro che ci saranno.
E siamo solo all’inizio!
Dopo i tagli al personale del 2006 e del 2007, come noto la L.133/08 prevede tagli al personale anche nelle finanziarie del 2009 e del 2010!

E’ ragionevole prevedere che, anche se non da subito, si avrà una riduzione della risorsa umana per l’insegnamento, garantita dallo Stato, e ciò si tradurrà in minor tempo-scuola, senz’altro nella Scuola Primaria e in parte anche nella Secondaria, forse anche in quella dell’Infanzia! Avremo quindi una scuola più leggera!

A questo punto la partita sarà affidata alle nostre mani, o meglio, alle nostre tasche porcaresi: già la comunità locale sostiene, a dire il vero con generosità, la propria scuola.

L’Istituto Comprensivo di Porcari, lo vado ripetendo in ogni occasione, può contare su di un budget che altre scuole, anche di Lucca e Piana, non si sognano neanche e che regolarmente ci invidiano: ciò è conseguenza
- della capacità di elaborare progetti e di intercettare le relative risorse finanziarie da parte della Scuola,
- dell’attenzione e degli investimenti nel settore scolastico cui bisogna dar atto alle Amministrazioni Comunali che si sono succedute nel tempo in questo palazzo,
- del contributo dei genitori
- della collaborazione del territorio.

Questo valore aggiunto dato dall’ implementazione locale della dotazione finanziaria di base (quella garantita dallo Stato) è stata quasi totalmente utilizzata finora per l’ampliamento e l’arricchimento dell’offerta formativa (scambi culturali, biblioteca, tutor, teatro, musica, coro, sport, …), garantendo lo Stato il tempo-scuola: settimanalmente le 40 ore per la Scuola dell’Infanzia, le 30 o le 40 ore per la Primaria, le 33 o 38 per la Secondaria.

Il nodo da sciogliere in futuro, non è dato sapere quanto prossimo, è questo: le sopra-richiamate risorse territoriali aggiuntive:
1.si continueranno a finalizzare per tali attività, cioè per la ricchezza dell’offerta formativa (progetti, compresenze, …) in un contesto di riduzione del tempo-scuola?
2.verranno invece destinate al mantenimento del tempo-scuola in atto, ovviamente abbassando la qualità del servizio?
“in soldoni”: si investirà nella qualità della scuola oppure nella quantità di tempo-scuola?

Si tenga presente comunque che in ognuna delle due soluzioni si dovrà fare ricorso a personale esterno all’Amministrazione, perché l’unica cosa sicura di tutti i ragionamenti che si vanno facendo è che il personale della scuola dovrà essere ridotto: lo prevedono le Finanziarie degli ultimi anni passati e di quelli futuri.

5.FLESSIBILITA’

Nella Scuola Italiana vanno molto di moda, per una serie di motivi interni ed esterni che non è il caso qui di analizzare, le parole rigidità, fissità, immodificabilità, staticità, tradizione, consuetudine: la scansione blindata degli orari, l’assurda ed anti-pedagogica divisione in classi, la standardizzazione degli insegnamenti, l’invecchiamento e la verbosità dei contenuti proposti, le metodologie trasmissive e cattedratiche, le obsolete procedure, la stantìa organizzazione, sono tutti elementi che provano questa situazione: mentre il mondo cambia e corre, la scuola si replica ogni anno più o meno tale e quale uguale a se stessa, e ciò è più vero mano a mano che si sale nei gradini del sistema. Senza andare a scomodare il risultato di autorevoli ricerche internazionali, i tanti flop sono sotto gli occhi di tutti.

Flessibilità: essa si può declinare in duttilità, modularità, elasticità, adattabilità, ricerca, innovazione, sperimentazione. E si può tradurre in scelte equilibrate, di efficienza e di efficacia per il sistema

Sono più che convinto che con le categorie della flessibilità si potrebbero trovare delle soluzioni didattiche ed organizzative che non solo limiterebbero l’impatto negativo dei tagli, ma addirittura potrebbero ulteriormente migliorare il servizio.

Certo che se si parte dal presupposto che questa scuola è la migliore delle scuole possibili e si lotta strenuamente per il mantenimento dello status quo, contro ogni taglio grande o piccolo, il discorso si può chiudere qui.

Per la serie: quello che gli altri vedono come problema ed ostacolo, noi dobbiamo considerarlo come sfida, risorsa, opportunità.
Mi auguro che siamo del gruppo dei secondi.

6.DEL METODO

Ma per fare questo, conditio sine qua non, occorre:

da parte degli operatori scolastici una grande disponibilità al cambiamento, al rimettersi in gioco, a rivedere il loro modo di essere e di operare: in questi anni lo hanno fatto e bene, gli si chiede di farlo ancora di più e meglio;

da parte dei genitori: aprire un grande credito di fiducia nella loro scuola e nel personale che vi opera, fermi nella convinzione che qualsiasi scelta verrà loro proposta sarà stata pensata nell’interesse dei loro figli; attenzione genitori: i provvedimenti che governo e parlamento stanno per prendere pare che diano ampio spazio alle scelta dei genitori (sul maestro unico, sul tempo scuola, ecc.): ricordate che i migliori sistemi formativi a livello internazionali sono quelli partecipativi dei genitori non quelli a gestione o determinazione delle famiglie.

da parte degli amministratori
e del territorio grande attenzione, sostegno, collaborazione, considerando la conoscenza, la formazione, la cultura un investimento non una spesa e basta.

Prefiguro ed auspico le diverse componenti della comunità scolastica e sociale porcarese che discutono serenamente, si confrontano a tutto campo per disegnare i nuovi scenari della propria scuola solidarmente, senza arroccarsi secondo interessi di parte o difendere strenuamente posizioni acquisite.

In questi 2 anni poco più di lavoro a Porcari ho vissuto tanti di questi momenti forti e costruttivi, in cui ha prevalso il senso di appartenenza alla comunità scolastica nel suo insieme.

Bisogna continuare a battere su questa strada e con maggior determinazione.

Certo se si ricomincia con il triste e trito rituale ricorso alle firme, agli articoli sui giornali contro il dirigente, agli attacchi personali a chi insegna, all’istituto delle dimissioni ed altre amenità del genere si fa poca strada! Eppure è successo anche questo a Porcari in occasione del lancio del processo di riqualificazione della Scuola Media PEA la scorsa estate avviato con grande generosità, disponibilità e professionalità dal corpo docente, che ha scatenato, grazie a Dio in una ristrettissima minoranza di genitori, reazioni, mi si passi i termini, velenose, quando non isteriche.

Figuriamoci cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi, quando le scelte da fare saranno di una portata ben più importante ed invasiva.

Il modello atteso è quello che è stato sperimentato con successo nel passato anno scolastico nella Scuola Primaria:

Nel tempo pieno La Pira con la collaborazione di tutti è stato possibile ridurre al minimo le conseguenze negative della mancanza di un posto docente;

Nel tempo modulare Orsi sono state introdotte radicali modificazioni all’orario delle lezioni (variazione dell’orario di ingresso ed uscita alunni, cancellazione del rientro pomeridiano) con il beneplacito di tutti; per il bonum generale, sono stati messi da parte gli interessi particolari che sempre ci sono.

Applicando questo modello manterremo alta la qualità della scuola porcarese di base, secondo quel livello che storicamente per decenni l’ha contraddistinta nel sistema binario pubblico-privato religioso.

E CHIUDO, ringraziando della cortese paziente attenzione.
Credo che al mio seguiranno interventi in cui si farà appello affinché nel futuro immediato e a medio termine si governi il necessario cambiamento della Scuola Porcarese con il confronto continuo, il dibattito più aperto, la condivisione delle scelte e quant’altro.
Personalmente li sottoscrivo già fin d’ora.
Tuttavia si sappia che mi batterò affinché si evitino sconfinamenti, confusione di ruoli, promiscuità o sovrapposizioni di parti, invasioni di campo o addirittura “inciuci”: ogni attore ed ogni organo dovrà fare la propria parte e svolgere il proprio ruolo nei processi decisionali secondo le attribuzioni che la norma gli riconosce: questo vale per il Collegio dei Docenti, il Consiglio d’Istituto, il Dirigente scolastico, la rappresentanza dei genitori nei vari Consigli e, per le parti di propria competenza, l’Amministrazione Comunale.”
Il Dirigente Scolastico
Paolo Baratta

CARTA D'IDENTITA' DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO di Porcari

Questa carta d’’identità dell’ISTITUTO COMPRENSIVO DI PORCARI indica le scelte, le strategie e gli strumenti per rispondere ai valori, alle culture, alle aspettative dei bambini della Scuola dell’Infanzia, dei ragazzi della Scuola Primaria, dei preadolescenti della Scuola Secondaria di 1° grado.

La crescente complessità del mondo contemporaneo e le sfide che pone ai futuri cittadini una società in rapida trasformazione non fa sconti a nessuno ed impone anche a noi operatori scolastici delle scuole porcaresi di essere all’altezza del compito.

Pertanto l’offerta formativa è stata elaborata in modo che non sia “vecchia”, superata, rigida e statica, ma flessibile, modulare, in continua ricalibratura, tarata sulle diverse tipologie dei piccoli utenti e dei loro bisogni in evoluzione.

I binari sui quali essa si muove sono in estrema sintesi:

- continuità educativa e didattica “verticale” (forte rapporto organico di interazione e di cooperazione tra i tre segmenti scolastici quale garanzia di un curricolo unitario e progressivo)
ed “orizzontale” (coinvolgimento diretto e collaborativo dei genitori nell'’azione educativa e valorizzazione del ricco patrimonio di risorse culturali, artistiche, sociali, ambientali, scolastiche che caratterizza il territorio per la costruzione di un piccolo sistema formativo integrato scuola-extrascuola);

- accoglienza (incontro ed accettazione di ogni alunno per farlo sentire uno del gruppo, favorendo quindi relazioni collaborative ed instaurando all’interno un clima positivo e sereno che si traduca in una partecipazione scolastica vissuta da tutti in modo gradevole ed efficace);

- solida e variegata alfabetizzazione culturale (realizzazione di curricoli per l’acquisizione delle tradizionali competenze del “leggere, scrivere e far di conto” arricchite con il ricorso alle nuove tecnologie, l’attivazione di una molteplicità di progetti e di laboratori, la valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale, la lettura del mondo che cambia, il possesso dei nuovi saperi);

- opzione interculturale (sia sul piano operativo-organizzativo mediante l’attivazione di una serie di interventi mirati a facilitare il successo formativo degli alunni stranieri, sia l’orientamento e la sensibilizzazione per una società multietnica mediante l’elaborazione di didattiche e di contenuti integrati con l’apporto delle diverse culture);

- insegnamento personalizzato (predisposizione di percorsi didattici di recupero, consolidamento, approfondimento e avanzamento degli apprendimenti, che tuteli ad un tempo i più deboli e coloro che appartengono all’area dell’eccellenza);

- educazione alla convivenza democratica ed all’autonomia personale (con l’obiettivo di lavorare per lo sviluppo integrale dei piccoli d’uomo, e sul piano cognitivo, come già detto, e su quello affettivo, sociale, ambientale, di educazione alla sicurezza e di educazione alla salute).

Il Dirigente Scolastico

Paolo Baratta


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